San Miniato

LA CITTA’ DI SAN MINIATO E LE RISORSE STORICO ARTISTICHE

San Miniato è un borgo di origine medievale ricco di tesori d’arte. Un documento lucchese ne attesta la fondazione attorno all’anno 700 d.C., quando un gruppo di Longobardi intitolò un oratorio al martire Miniato. Tuttavia la fortuna e il prestigio della città è legato soprattutto agli imperatori tedeschi che tra XII e XIII secolo la scelsero come sede dell’amministrazione imperiale per la Toscana e per l’Italia centrale in virtù della sua posizione strategica, dominante dall’alto del suo colle il Valdarno inferiore e la via Francigena. Infatti, la città si trova nel cuore della Toscana proprio all’incrocio tra le strade che congiungono Firenze, Pisa, Lucca, Siena e Volterra. Per questo motivo l’imperatore Federico I Barbarossa, provvide presto a fortificarla con un imponente cinta muraria che, nei primi decenni del ‘200, il nipote Federico II potenziò ulteriormente con la costruzione della Rocca. La città, che è stata sede dei vicari imperiali fino alla fine del XIII secolo, divenne faticosamente un libero comune alla fine del ‘200. Per garantirsi il controllo del territorio alla metà del secolo distrusse la località che più di tutte sembrava ostacolare il suo decollo: borgo San Genesio, importante stazione di sosta sulla via Francigena. Il sito è stato recentemente reso fruibile grazie agli scavi archeologici e all’apertura di un piccolo museo. Tra ‘200 e ‘300 San Miniato costruì un piccolo stato autonomo, con un proprio esercito, banche e istituzioni pubbliche ben consolidate. Ma già alla metà del XIV secolo la città fini nell’orbita di Firenze, che la conquistò definitivamente con la forza nel gennaio del 1370. Da questo momento la città seguì le vicende del Principato mediceo e poi del Granducato dei Lorena, subendo nel corso del XV secolo i contraccolpi delle guerre che sconvolsero anche la Toscana. Tra i personaggi illustri che operarono a San Miniato in questo periodo occorre ricordare l’illustre novelliere fiorentino Franco Sacchetti, che ricoprì il ruolo di podestà. San Miniato conserva ancora molto del tessuto urbanistico medievale nell’odierna Piazza del Duomo, su cui si affacciano la Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Genesio con il suo campanile, conosciuto come Torre di Matilde e in origine parte della cinta muraria della Rocca, il Palazzo dei Vicari e il Palazzo Vescovile. Il borgo è caratterizzato anche dalle forme tardo barocche di alcuni importanti edifici dell’inizio del XVIII secolo, come il Santuario del SS. Crocifisso, con la sua scenografica scalinata, o il Palazzo del Seminario, costruiti per dare un volto nuovo alla città che dal 1622 era diventata sede della Diocesi. Seguendo l’asse viario principale il visitatore ha la possibilità di ammirare lo splendore degli edifici religiosi custodi di preziosi cicli decorativi, i palazzi pubblici e privati, che testimoniano vari periodi di fioritura edilizia, in epoca medievale, rinascimentale e barocca, approfondendo la conoscenza degli autori dei cicli decorativi all’interno delle chiese e dei musei come Deodato Orlandi, Cenni di Francesco, il Cigoli, l’Empoli, Francesco Curradi, Anton Domenico Bamberini. Tra gli edifici religiosi, oltre a quelli già citati segnaliamo l’antica chiesa domenicana dei Santi Iacopo e Lucia, meglio conosciuta come San Domenico, con l’annesso chiostro e le cappelle che si aprono sulla Via Angelica; e la chiesa di San Francesco con il suo grande convento, costruito negli anni immediatamente successivi il passaggio del poverello di Assisi. Tra i gli edifici pubblici meritano sicuramente una visita il Palazzo comunale, che conserva gli stemmi dei vicari nella Sale delle Udienze e l’Oratorio del Loretino, già cappella palatina. Tra i palazzi storici più importanti si segnalano inoltre il cinquecentesco Palazzo Grifoni, oggi sede della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato, e il Palazzo Buonaparte, ubicato nella piazza omonima: qui soggiornò il giovane Napoleone nel giugno del 1796, ospite dello zio canonico Filippo Buonaparte. I legami tra la città di San Miniato e Napoleone Bonaparte sono testimoniati anche dalla presenza della sua maschera funeraria, conservata all’Accademia degli Euteleti. Il testo è tratto da Sistema Museale di San Miniato, a cura di Barbara Pasqualetti e Rossella Giuntoli, 2008, pp.8-11 e tradotto da Omar Vanni.

SAN MINIATO AND ITS HISTORICAL AND ARTISTICAL RESOURCES

San Miniato is a medieval town rich in art treasures. A document from Lucca attests its foundation around 700 A.D. by a group of Lombards who built an oratory dedicated to the martyr Miniato. However, the town’s fortune and prestige is mainly linked to the German emperors between the XII and XIII century: the imperial administration chose it as headquarters for Tuscany and Central Italy because of its strategic position, dominating Valdarno Inferiore region and Via Francigena down from its hill. In fact, the town is located in the heart of Tuscany just at the intersection of roads joining Florence, Pisa, Lucca, Siena and Volterra. For this reason the Emperor Frederick I, called Barbarossa, fortified the town with a strong wall which was further potentiated by his nephew Frederick II with the construction of the fortress in the early decades of 1200. The town, which was the seat of the Imperial Vicars till the end of the XIII century, became an independent town with many difficulties at the end of 1200. To secure the control of the territory in mid-century, San Miniato destroyed the village that most of all seemed to hinder its development: San Genesio, an important station on the Via Francigena. The site has recently been made accessible thanks to the archaeological excavations and the opening of a small museum. Between 1200 and 1300 San Miniato built a small autonomous state with its own army, banks and well-established public institutions. But by the mid-fourteenth century the town was permanently conquered by Florence in January 1370. Since this period the town followed the events of Medici Principality, first, and then the Duchy of Lorraine, suffering the consequences of wars that ravaged Tuscany in the XV century. One of the famous people who worked in San Miniato in this period, important to be remembered, is the illustrious Florentine short story writer Franco Sacchetti, who also became mayor. San Miniato still keeps much of the medieval urban fabric in the actual Piazza del Duomo, overlooked by the Cathedral dedicated to Santa Maria Assunta and San Genesio with its bell tower, known as Torre di Matilde, originally part of the walls of the fortress, Palazzo dei Vicari and Palazzo Vescovile. The village is also characterized by the late Baroque style for some important buildings of the beginning of the XVIII century, such as Santissimo Crocifisso Sanctuary, with its impressive staircase, or Palazzo del Seminario, built to give a new aspect to the town that became the seat of the diocese since 1622. Following the main road axis, the visitor can admire the splendor of the religious buildings, with their valuable decorative cycles, public and private buildings, testifying different periods, such as Middle Age, Renaissance and Baroque, deepening their knowledge of authors of the decorative cycles in the churches and museums as Deodato Orlandi, Cenni di Francesco, Cigoli, Empoli, Francesco Curradi, Anton Domenico Bamberini. In addition to those already mentioned, well worth a visit the old Dominican Church of Santi Iacopo and Lucia, better known as San Domenico, with its adjacent cloisters and chapels that open onto Via Angelica; and the Church of San Francesco with its large convent, built in the years immediately following the passage of Saint Francis of Assisi. Among the public buildings worth visiting the Palazzo Comunale, which houses the arms of the Vicars in the Sala delle Udienze and the Oratorio del Loretino, former palace chapel. Among the most important historical buildings, the XVI century Palazzo Grifoni, now the headquarters of the Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato, and Palazzo Bonaparte, in the homonymous square: the young Napoleon stayed there in June 1796, as a guest of his uncle Canon Philip Buonaparte. The links between San Miniato and Napoleon Bonaparte are also evidenced by the presence of his death mask, kept in the Acccademia degli Euteleti. The text is taken from Sistema Museale di San Miniato, written by Barbara Pasqualetti and Rossella Guintoli, 2008, pages 8-11 and translated by Omar Vanni